Adoro i vulcani da tempo immemorabile e mi piace andare a passeggiare sulla sua lava (fredda ovviamente). L’Etna mi mancava, così abbiamo deciso di andare lassù, tra i pennacchi di fumo, ad ammirare quel panorama unico al mondo.

Questo è accaduto qualche anno fa, 6 per la precisione, poco prima di sposarci, dunque perdonatemi tutte quelle foto al piccolo cratere a forma di cuore!

 

 

Questo post è un ode, oltre che all’Etna, anche al frutto che adoro di più in assoluto: la pesca piccola e schiacciata che si coltiva in queste zone da più di 200 anni. Sarà la composizione vulcanica del suolo a dare quel sapore, o il clima, ma io penso che non ci sia nulla di più divino. In Italia questa varietà è conosciuta con il nome di “tabacchiera”, ma io non ci vorrei mai associare un oggetto tossico e rappresentativo dell’autodistruzione con un frutto così paradisiaco. In realtà, questo frutto l’ho conosciuto più di 20 anni fa in Cina e li era conosciuto come “pesca del paradiso”. I cinesi la chiamano così perché pensano non solo che gli dei se ne cibino, ma che più se ne mangino, più ci si avvicini, appunto, agli dei del paradiso.

Non voglio nasconderlo, questo frutto è gradevolissimo anche senza nessun aggiunta. Però, a volte, si deve presentare una conclusione di pasto, o una merenda, in modo un po’ più elaborato rispetto al semplice frutto. Allora, anziché riempirci di zuccheri, possiamo abbellire la pesca del paradiso con una veste più elegante e profumata. Fidatevi, i commensali apprezzeranno di non appesantirsi delle calorie di un dolce classico, perché questa composizione non ha nulla da invidiare a nessun tipo di torta o di dolcetto.

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Le dosi per realizzare questa ricetta non sono rigide, l’importante è utilizzare frutta a guscio dal sapore delicato, come pinoli e mandorle, e ricordarsi di irrorare subito le pesche tagliate a fette con il succo di limone. Niente zucchero aggiunto, ma solo qualche fogliolina di basilico e di menta. Nessuna fatica per prepararlo, fa una bellissima figura ed è buonissimo. Provare per credere!